orrori grammaticali 2

Navigando navigando fra i siti degli alberghi, purtroppo non posso limitarmi a guardare le figure, ma devo per forza leggere anche i testi (e qui faccina con lacrima).

Ho trovato un po’ di esempi che mi ispirano svariate – più o meno edificanti –  riflessioni:

Conosciamo solo 4 parole?

Secondo la Treccani,  la lingua italiana si fregia di un numero di parole compreso fra le 210.000 e le 260.000 e noi usiamo sempre le stesse, trite e ritrite.

Riporto qualche esempio, in rappresentanza della stragrande maggioranza degli alberghi d’Italia.

Un hotel business di Verona, homepage, inizio testo:

Ospitalità e accoglienza, un’ampia gamma di servizi gratuiti insieme a camere spaziose e confortevoli sono le caratteristiche della nostra offerta di soggiorno.

Un famoso hotel di Napoli, pagina camere:

Le camere modernamente arredate, sono dotate di: (e via lo sbrodolo di servizi, tutti tristemente già elencati nello stesso modo dal 90 % degli alberghi).

Un centralissimo albergo a Bologna, homepage:

Il nostro hotel 3 stelle nel pieno centro storico di Bologna ha a disposizione 60 camere, tutte finemente arredate.


 

Allora: chi di noi non ha camere ampie, finemente o modernamente arredate, dotate di ogni comfort?

Quale dei nostri alberghi non si trova in posizione privilegiata (rispetto a cosa poi?) o immerso nel verde?

Ci sono parole abusate:

  • Comfort, o confort che dir si voglia.
  • Soggiorno (mi fa pensare ai mobili della sala di casa).
  • Ampio: è tutto ampio, le camere anche se per andare in bagno devi chiudere l’armadio se no non se ne parla,  la hall anche se con 2 check-in in contemporanea sei in crisi, il giardino anche se è una strisciolina di terra secca fra il muro esterno dell’hotel e la strada.
  • Posizione strategica: tutti gli alberghi d’Italia sono in posizione strategica, anche quello a Bolotana in Barbagia.
  • Ricco buffet, mi fa venire in mente le orge di gente rubizza di sole che si accalca sullo sventurato tavolo stracolmo di vassoi e piramidi di ogni tipo di cibaria, tutti attenti a non farsi sporcare da piatti e forchette altrui gocciolanti di besciamella, ma nello stesso tempo concentrati per arraffare il maggior numero di gamberoni al sale possibile, che chissà quando mi ricàpita.
  • Spiaggia antistante: ma quando mai usiamo il termine antistante quando parliamo? E poi trovi la spiaggia antistante anche nella descrizione di alberghi in terza fila…
  • Emozione. Basta! Troviamo altri modi per descrivere questa cosa di cui infarciamo ogni descrizione di ambienti, ogni offerta, ogni evento, ogni piatto che esce dalle nostre cucine…

Ci sono anche payoff abusati, primo fra tutti “Benvenuti a casa!”, penso sia lo slogan in assoluto più inflazionato del mondo turistico nostrano.

Gli albergatori ne vanno pazzi, non lo cambiano nemmeno al quinto restyling del logo, e pensare che a me l’idea di andare in vacanza e sentirmi come a casa fa venire la verminara. Cosa vado a fare in vacanza allora?

E poi “Siamo belli come il sole”, dalla provincia di Modena (vedrai qui sotto due screenshot che ho usato per altri motivi), fino all’Abruzzo e oltre, tutti belli come il sole. O si scopiazzano fra di loro oppure hanno qualche problema di modestia.

Io sono diverso.

Non sarò il più all’avanguardia del mondo, non avrò il miglior hotel della città, ne’ il miglior sito della provincia, ma sono diverso, e te lo scrivo.

E’ quello che comunicano alcuni (pochi) albergatori sui loro siti, e se si riesce a superare lo shock dell’impatto estetico/funzionale del sito, si può rimanere colpiti. Un esempio è questo albergo di Sestola.

Ho riquadrato in rosso dei pizzini con brevi poesie che descrivono in poche righe la filosofia e lo spirito dei proprietari.

Poi in una pagina interna scrivono un appunto sull’ascensore, che non lascia speranze ai pigri. Anche questo è un modo per scegliere il proprio ospite. Sei hai problemi con una rampa di scale non prenotare qui.

hotel a Sestola, testo personale sull'ascensore

Io invece sono unico.

Cosa ha di unico il tuo albergo? Non ti viene in mente nulla?

Le Persone.

Guarda questo hotel di Savona come è bravo ad esprimere la sua unicità nella pagina staff.

La chiarezza paga sempre.

Questo albergo di Genova, che fra logo, sito e foto non si sa di cosa abbia più bisogno, colpisce fin dalla homepage (anche perchè il sito consiste in tre pagine: home che vedi sotto, contatti che non funziona, e una descrizione di Genova su cui ci sarebbe molto da dire ma te la risparmio in questa sede).

albergo di Genova - spunto interessante

Il direttore, che si firma con nome e cognome, quindi esponendosi in prima persona, scrive:  “…I difetti li abbiamo tutti…apprezzerò i vostri consigli e li metterò in pratica. Sfido comunque a trovare un ampio parcheggio nel centro di Genova a soli 5 € per notte…”

Lui non promette perfezione, sa che il suo albergo ha dei difetti, dà valore ai consigli degli ospiti, mette subito in evidenza l’unico, vero valore aggiunto che la sua struttura può offrire: un parcheggio privato ed economico in centro a Genova.


 

Ho trovato questo hotel di Pisa che descrive le camere in modo chiaro, esaustivo e onesto.

Qui si specifica che la camera nella foto ha “dimensioni ridotte” (e le specifica), e che un’altra “non è ancora stata ristrutturata”. Però l’effetto generale è molto gradevole e rassicurante.

Carina anche l’idea delle icone al posto della solita, noiosa lista dei servizi.

Prendi fiato!

Questa struttura di Santa Severa (Roma), descrive la località in questa pagina.

Ci vuole la bombola di ossigeno per leggerla.

3 periodi lunghissimi, una cosa inaffrontabile. E sto cercando di non concentrarmi sull’accozzaglia di sfondi su cui è posato questo testo peraltro TUTTO IN STAMPATELLO, che significa URLATO!

Una profusione di elementi piuttosto fastidiosi: non credo che procederò con la prenotazione, anche perchè la pagina “Prenota” di questo sito dà errore 404…

I lettori non si concentrano, a meno che il testo non sia mooolto interessante, quindi servono frasi brevi e coincise. Interlinee, grassetti e spaziature sono i benvenuti.

Mi stai minacciando?

Ancora il nostro amico di Santa Severa. Ora descrive i servizi, e mi informa che “…al fine di servire ogni famiglia nel migliore dei modi (parte bene!) il servizio di pulizia dell’appartamento a fine locazione (termine che ormai trovi solo nei contratti di affitto opportunamente redatti dal commercialista di fiducia) è obbligatorio ed è a carico del cliente.”

Poco gentile.

E ancora tutto in maiuscolo quindi mi stai urlando che devo obbligatoriamente pagare le spese di pulizia (però al nobile fine di servire al meglio ogni famiglia).

servizi residence Santa Severa

Naturalmente non contesto il concetto, è ovvio che le spese di pulizia siano a carico del cliente, ma la forma!

Ci sono infiniti modi più carini per informare il proprio ospite sui suoi doveri.

Me la stai tirando?

Qui sotto riporto la home di albergo in centro a Milano, che per prima cosa ci dice di essere vicino a diversi importanti ospedali.

Se il target di riferimento dell’hotel in questione sono i parenti di persone ricoverate, che necessitano di un appoggio in zona, allora bene, la comunicazione è corretta.

Se invece l’albergo intende proporsi come struttura per turisti in visita a Milano per lavoro o svago, allora una frase così, subito all’apertura del sito francamente mi spaventa un po’… Non avevo pensato di sentirmi male proprio in occasione del mio soggiorno a Milano, magari cambio programmi, non si sa mai.


 

In generale, se ti stai accingendo a scrivere (o a far scrivere) i testi del sito del tuo hotel, ecco 4 stili da evitare:

1. L’impersonale

Il nostro centralissimo hotel di Bologna già sfruttato sopra per un altro esempio, scrive sul sito cose come:

  • A disposizione degli ospiti posti auto a pagamento…
  • Gli ospiti possono usufruire inoltre di un Internet Point.

Questo tono non suggerisce calore, accoglienza, attenzione a me come persona, ma piuttosto freddezza, appiattimento, omologazione.

Probabilmente in questo albergo si parla non della Signora Rossi o di Giorgio, ma della signora della 416 o del ragazzo della 112.

Dei numeri, come in caserma.

2. Il legalese

Quando scrivi un testo ricordati che si tratta del sito di un albergo, non di un rogito. E tu non sei un notaio.

Quindi niente egregio o spettabilissimo cliente, nè lieto dell’incontro certa del suo celere e puntuale riscontro in merito………, oppure resto a sua completa disposizione per quanto le occorresse e la saluto cordialmente.

Chi capisce qualcosa di questa Cancellation Policy? (L’ho trovata proprio così come la vedi!)

10% del prezzo pattuito, moltiplicato per i giorni prenotati e disdetti, quando la rinuncia è comunicata fino a 20 giorni prima dell’arrivo (con il minimo corrispondente al corrispettivo di un giorno);

25% quando la rinuncia è comunicata fino a 4 giorni dall’arrivo (con il minimo corrispondente al corrispettivo di un giorno);

50% quando la rinuncia è comunicata meno di 4 giorni prima dell’arrivo (con il minimo corrispondente al corrispettivo di un giorno).

La Stessa penale verrà applicata anche in caso di mancato arrivo, fatto salvo il risarcimento del maggior danno documentato. L’eventuale caparra, già versata, costituisce pagamento parziale o totale di detta penale.

Ho capito solo che li’ non prenoto, mi fa paura.

3. L’irrispettoso

Un albergo di Bellaria/Igea Marina, credendo di fare cosa gradita scrive, in fondo alla descrizione camere, di avere anche 2 camere per invalidi.

Cosa ci voleva a scrivere qualcosa come “due delle nostre camere si trovano al pianterreno in assenza di barriere architettoniche, ciò le rende comode per persone con disabilità”?

Prima di usare con leggerezza la parola INVALIDI, sarebbe il caso di leggere qualcosa come questo articolo di Invisibili.

A causa di una comunicazione così poco pensata, l’albergo di cui sopra difficilmente ospiterà persone con difficoltà motorie, tanto valeva evitare i lavori di adeguamento strutturale!

Allo stesso modo, attenzione a proporre la “tariffa anziani”, applicabile dai 60 anni in avanti.

Il sessantenne di oggi non ha una ruga, gioca a tennis e fa pilates, viaggia, va ai concerti, si sposa per terza volta e certamente paga senza batter ciglio la tariffa intera, e che l’offerta anziani vada in malora!

4. Lo scontato (nel senso di ovvio)

Mi imbatto in liste di servizi in camera tutte uguali, molte delle quali elencano ancora oggi cose come:

  • il TV COLOR. Ah perchè, pensavi di farmi trovare in camera un bel bianco e nero?
  • il TELEFONO. Va bene, ci deve essere, ma non occorre specificarlo. Chi se lo fila il telefono col filo sul comodino oggi come oggi?

Un albergo 2 stelle sul lungomare di Riccione (non svelo di più!) elenca fra i servizi in camera:

  • il TV color (ne abbiamo già parlato)
  • l’asciugacapelli (che lusso!). Immagino quella specie di citofono al lato del lavandino che, con i decibel di un Boeing 747,  emette un soffio di aria caldina che asciugarmi i capelli con quello impiegherei 6 ore
  • la biancheria (ah, pensavo di portarmela da casa!)
  • il telefono per fare il 9 e parlare con qualcuno di sotto
  • LE SERRANDE ELETTRICHE.

Ho un messaggio per questo albergatore:

Ho capito che hai ristrutturato, bene.

Però, il fatto che le tue serrande si alzino con un dito NON è il fattore X che ti riempirà le camere. Mi spiace.